Lunedì 22 10 2007
Vedi, aveva ragione quell’ometto col cappellino e lo sguardo da bimbo che sa tanto ma non te lo dice perchè la Verità è sempre sconvolgente: “Col tempo passa tutto.”
Mio Dio, è una frase di una banalità sconvolgente. E oltretutto mica così vera. Ma anche sì. Insomma: finchè il farmaco non ha fatto il suo dovere, il dolore non è passato, e ti sembra di esserti avvelenato inutilmente. Quando subii il mio primo tradimento, ci misi circa ventisei minuti a riprendermi. Non era niente di chè, la ragazza, e potevo permettermi di ricominciare. Quando la mia prima ragazza seria mi lasciò per una persona della cui statura morale dubitavo, rimasi un anno e mezzo imbambolato in un oceano di incertezza. Ero penoso e senza speranze. Le donne fiutavano la merda in cui mi rotolavo, e mi schifavano. Ad ogni rifiuto, più o meno palese, peggioravano fama [il Corleone era un liceo piccolo] e aplomb. Finchè non giunsi ad una conclusione: potevo farne anche a meno. Potevo fare a meno di una ragazza a tutti i costi. Guadagnai serenità. E ovviamente in meno di due settimane avevo già addosso Nella, Melania e Carlotta. Fu una bella estate, sì.
Il tempo mi ha già curato della delusione della scarsa stima di sè che ha Moretta. Stasera [wow colpo di scena] ci sarebbero insieme letto e ragazze. Melania, solo dieci giorni fa mi disse che era un’occasione propizia e che non dovevamo farcela sfuggire. Melania, la mia ragazza. Melania, la mia futura moglie. Certo, sono cose che hanno fatto bene al mio cuore. Poi due giorni dopo Moretta decise di confidarsi con Melania della scopata col mentecatto [è ora di usare i tag miei cari, mica posso aggiornarvi sempre].
La reazione di Melania è stata composta, e me l’ha ripetuta stamattina: “Neanche per sogno, mi fa schifo.”. Questa reazione non è un bene, per niente. Ora la fatca sarà convincerla che è sempre lei, la nostra Moretta, che ci vuole bene e che è sempre disposta [spero, iddio, spero] a sdraiarsi con noi. Io però dovrò cambiare le mutande mi sa.
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Ah, in altre novità a latere: a capo del Gruppo ora c’è un poverino che probabilmente renderà la vita a dura a Barbie. Devo essere pronto a soccorerla.
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Pubblicato da priedavat
Giovedì 18 10 2007
Come faccio a descrivere una vita? Come fanno i grandi scrittori a narrare storie che in tre pagine hanno concentrata l’essenza di una vita?
Più che altro, da che parte cominciare? La mia vita si divide facilmente in due grandi spaccati. La parte di cui mi vergogno, e la parte di cui sono orgoglioso. Quello che ero e quello che sono. La parte di cui mi vergogno comincia nell’84, la parte di cui sono fiero comincia nel 2003. Se fai un paio di conti, ti rendi conto che mi vergogno della mia infanzia e dell’adolescenza, mentre ho guadagnato autostima finendo il Corleone.
Ecco, dovrei concentrare la mia attenzione sull’estate 2003. In un ipotetico libro della mia vita, lo scrittore concentrerebbe le catarsi e le epifanie che mi hanno reso quello che sono ora. Le renderebbe coscienti in me, cosa che però non furono mai. Quando capii che potevo fare a meno del sesso e delle ragazze, non fu una presa di posizione sicura e decisa a tavolino. Però lo capii, e la calma che ne seguì mi fece avere così tante occasioni che potei addirittura negarmi ad alcune. Ironicamente, ma forse logicamente, da quando smisi di cercare un buco in cui sfogare gli istinti della razza, furono proprio le ragazze a cercare me.
Bell’estate, quella del 2003. Incominciata con Nella, il cui grosso seno e il crine biondo poteva distrarmi facilmente. Non conclusi mai con Nella, ma quando ebbi una relazione stabile, lei mi scrisse che credeva che fosse lei la prescelta. Quell’estate ci fu Carlotta, che dopo un anno, due mesi, venti giorni e quattro ore d’astinenza forzata mi si diede. Quell’estate ci fu Clara, che per vendetta volle dormire con me. Bene, brava.
Quell’estate ci fu Melania.
Melania è la mia ragazza stabile da quattro anni.
Che io l’ami è fuori discussione.
Che io l’abbia tradita, anche.
A volte dimentico i volti delle ragazze con cui sono stato durante questi quattro anni. I nomi non li ricordo tutti. Se me l’aveste detto quattro anni fa non ci avrei creduto.
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Ego | Contrassegnato da tag: Carlotta, Clara, Melania, Nella |
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Pubblicato da priedavat