una vita sociale anche a Costantinopoli
Venerdì 25 04 2008A Costantinopoli la vita ti prende e non ti permette di sederti di fronte a un computer per impigrirti. Ho usato troppe vole il suffisso -ti. Devo riallenare me stesso a scrivere come mi piace.
E’ come un gorgo. Scrivi la tua tesi, ma nel frattempo il tuo coinquilino americano ti chiede cosa vuoi per pranzo, mentre discutete di Obama e Osama arriva il professore turco che ti dà ospitalità pagata a caro prezzo e ti presenta la sua donna, arriva come d’incanto l’ora di un the, lo prepari: ma ecco che una studentessa erasmus ti chiede se vuoi uscire, cè un concerto, c’è sempre un concerto e la tesi è un po’ indietro.
Non è che io abbia cominciato a vivere in una città straniera già pronto e pimpante e di scatto. Anzi, la prima settimana è stata lentissima. Non conoscendo nessuno. La sera, che qui arriva prima, chiacchieravo in webcam con Melania: dopo una giornata a scrivere modelli, non è esattamente quello che cercavo, parlare con un computer. E’ stata dolcissima, ha capito la mia tristezza nello stare da solo.
Il computer mi ha però salvato: esiste una di quelle robe chiamate community. Mi ci sono iscritto, su consiglio dello stesso internet. E’ stata una bella sorpresa, ho conosciuto i miei primi due contatti nell’ex-capitale dell’impero ottomano: un belga. No, non è belga, è tedesco, ma ha studiato in belgio. E in svizzera, e ora in Turchia e fanculo, io sono qui per un colpo di fortuna.
E una turca. Fiammetta. Niente male davvero.
In foto appare come una di quelle ragazzine myspace che tanto detesto, ma studia italiano. Vuole conoscermi perchè vuole incontrare italiani con cui parlare. Per me va bene, mezza giornata dopo sono con lei a bere un cay nel vicolo francese (in realtà è il vicolo algerino).
Mezza giornata dopo: sono con il tedesco, e lo porto a una festicciola di persone conosciute per caso in università. Sarò banale, ma vedere insieme un austriaco, due italiane, una slovena, due turchi, un francese, uno spagnolo e ancora noi due, mi fa ricordare come gli europei si sono evoluti dai loro conflitti per la Ruhr. Ci divertiamo, mi portano in una discoteca. Io, in una discoteca.
Passano i giorni. Incontro a Taksim le italiane. Mi portano a un concerto. Lì incontro Anna. E come l’ho conosciuta merita un capitolo a parte.
Mi rendo conto di essere andato di fretta. Ma sto scrivendo l’abstract di come ho ottenuto una vita sociale anche a Costantinopoli.
Pubblicato da priedavat