oltre che in bocca, mi sono entrati in testa

Venerdì 08 02 2008

Mi hanno chiesto dieci accostamenti di cibi che mi dovrebbero piacere. Cristo, queste domande non mi piacciono. Non mi sono mai soffermato a prendere appunti sulle sensazioni che ho provato, quindi è plausibile che io abbia assaggiato semi di soia con fettine di carciofo e che abbia trovato superlativo questo accostamento ma non me lo ricordi.

“Me lo ricordi”: questo è già più plausibile. Cibi che, oltre che in bocca, mi sono entrati in testa e non ne escono.

Ricordo maionese e Oro Saiwa, mangiati di nascosto a 8 anni, accostamento che mi fece star male.
Ricordo patatine e bistecca alla milanese, che è il modo con cui Dio mi dimostra la ciclicità del tempo.
Ricordo Sofficini e insalata, che è il modo con cui mia nonna voleva dirmi che mi stava viziando.
Ricordo miele e burro, che mi ricorda occhi pesti.
Ricordo mozzarella e senape, che mangio quando sono solo.
Ricordo fior di zucchine e salsa sconosciuta, il primo piatto che mi ha preparato una ragazza per me.
Ricordo pasta scotta e sugo dozzinale, Melania non sa cucinare.
Ricordo vino scadente e panino al formaggio, quello che avevo in bocca mentre una tedesca stava in ginocchio davanti a me.
Ricordo il sapor di plastica della verdura del luogo dove vivo.
Ricordo kebap e pesce alla piastra: parto per l’Asia minore.

Molto probabilmente parto per Costantinopoli. Vedremo che accadrà.


i principi del relazionarsi moderno

Domenica 02 12 2007

“Sai, Amica, è una tortura vederla online e non contattarla”
“Priè, fidati, non la devi chiamare.”
“Sì, lo so, ma mi piacerebbe prendere appuntamento con lei.”
“Non è il tuo dottore. Anche se hai una motivazione non devi telefonarle mai.”
“Mai?”
“Mai.”
“Ma che vuoi che sia una chiamata?”
“Se ami uno lo devi lasciar volare.”
“Stai scherzando, vero?”
“Ovvio. Ascolta, non la devi chiamare per non sembrare opprimente.”
“Uff, li conosco i principi del relazionarsi moderno, ma non per questo mi devono piacere.”
“E se la chiamassi mentre c’è il suo ragazzo? Quando uscivate lui era malato, non erano mai insieme. E se lavorasse? Sarebbe costretta a spegnere il cellulare. E se”
“Lo sai che quando mi misi con Melania non le telefonai per due settimane? Mi ero appena trasferito e non ebbi il tempo o la voglia di chiamarla. Mi chiamò lei. Ma due settimane dopo.”
“Beh, lo sappiamo entrambi che per un anno tu e Melania stavate insieme per noia.”
“Già”
“Avete dovuto fare del sesso per diventare la coppia che siete adesso. Prima eravate solo molto amici. Almeno, così ci sembravate.”
“Sembravamo per quel che eravamo. Ma allo stesso modo mi dava noia l’obbligo morale di chiamarla una volta al giorno.”
“Dove vuoi arrivare?”
“All’ovvio: l’incertezza ci fa affezionare alle persone. La certezza di possederle ne allontana il desiderio, limitandolo al talamo.”
“Sei proprio stupido.”
“Perchè?”
“Perchè è ovvio che tu desideri Barbie, ma lei non è pazza di te. E’ ovvio che vi reincontrerete, perchè a lei tu piaci. Devi smetterla di compatirti.”
“Ti ho mai raccontato cosa ero da giovine?”
“Sì, e non mi interessa più.”


lo studio con garconniere

Giovedì 29 11 2007

Il mio amico Beppe ha più di 50 anni. E’ uno dei maestri, nel Gruppo. Mi ha preso in simpatia un annetto fa. Mi piace immaginare che nel suo lavoro sia rispettato e riconosciuto come la testona che è. Mi offre da bere, non fuma, scopa.
Fa molto sesso. Già è noto nel Gruppo per le sue prodezze tra le lenzuola da giovane: ora che è un arzillo cinquantenne che va in discoteca il giovedì sera riesce ad avere forse ancora più successo di prima.
“Ma perchè” mi chiede con il suo muso equino “hai una donna fissa a 23 anni? Non t’annoi? Io alla tua età mi facevo 25 fighe diverse all’anno, che si sommavano alle precedenti.”
Mi offre da bere tanto vino, il buon Beppe, e superalcolici a profusione. Mi insegna a muovermi con le donne, anche se i suoi consigli van bene per lui, non per un bruttino come me. Io gli dico che non mi serve, gli indico le ragazze del Gruppo più disponibili e testate, e lui bofonchia che ai suoi tempoi infilava la lingua in bocca alle sedicenni e le sedicenni di ora non guardano più gli universitari con la barba, perchè? Io non so rispondergli e scrollo le spalle mentre mi spiega che siamo tutti uguali, uomini e donne, e tutti vogliamo godere. Forse ha un figlio, all’estero. Ha anche gli occhi azzurri, che devono aver fatto fibrillare il cuore a più d’una donna
“Dì, brutta merda, che cosa mi balli addosso tu che c’hai 40 anni? Non lo sai che dopo i 32 anni non si alza più? Ma dopo i 32 della donna!” E ride soffocandosi. E’ stato in ospedale per aver bevuto troppo, e la prostata ne ha risentito. Porta i soldi in un portafoglio a soffietto sempre pieno. E’ single e celibe, ovviamente. Mi ha raccontato di orge incredibili.
L’ho visto impinguinato, come dice lui, per inseguire le modelle di chissà quale atelier d’alta moda. Era solo al bar e ci siamo bevuti un limoncello.
“Ma porco il clero” mi dice “Non sono venute quelle bagascie.”

A volte vorrei la sua vita, i soldi, lo studio con garconniere. A volte lo vedo come un maestro di vita.
Poi mi vedo ora, che aspetto e fremo di uscire con Barbie. Con cui forse è già finito tutto, merda. E vedo che non ho il cuore foderato, che ogni volta che una ragazza mi bacia, io me ne innamoro. Che la vita del libertino non fa per me, e poi non mi voglio ritrovare a 50 anni il giovedì sera in discoteca.


errata corrige

Lunedì 26 11 2007

Non si fa in tempo a mandarti una lettera, cara Vita, che devo già pubblicare l’errata corrige.
Che poi il nome errata corrige mi piace proprio. Significa “correggere gli sbagli”, cosa che ti dà l’impressione di avere sempre ragione, in fondo, come se si potesse modificare davvero il passato. Avere sempre ragione. Non compiere mai errori di valutazione. Non arrabbiarsi mai.

Perchè io mi arrabbio spesso, sai, cara Vita? Mi sale il sangue al cervello, mi si dilatano le narici, carico a testa bassa ogni concorrente, lo sfido a duello, perdo mi rialzo lo risfido fino alla sua morte. Poi me ne pento. Poi vorrei non arrabbiarmi mai. Poi vorrei essere sempre calmo serafico simpatico. Cose che per nessuno sono. Anzi, per i più sono uno stronzetto incazzoso. Dio mi ha dato solo una lingua incantatrice, come talento e cerco di sprecarlo nel peggiore dei modi.

Dicevamo? Ah sì, Melania-il mentecatto-Moretta.
Ho discusso col mentecatto. Pesantemente, per argomenti vari e che non riguardavano “la sua donna”, com’egli la definisce.
Ero ubriaco perso. Ma Moretta ha fatto in tempo a vedermi dir cazzate al “suo uomo”, com’ella lo definisce.

“Ma ora fammi capire” mi ha chiesto una sarda “Moretta non è innamorata di lui, ma è tutta puccipucciosa?”
“Sì, al pubblico da casa loro appaiono proprio come una coppia consolidata.” Ho già detto che il mentecatto è pure brutto? E, dicono voci, ha pure un pene piccolo.

Cara Vita, mi avevi fatto capire che Moretta non avrebbe più fatto stronzate e che nuove vie si aprivano. Ma così non è, brutta stronza. Moretta ha ben pnsato di difendere il suo ragazzo e la mia rabbia crescente mi impone di farle rimangiare infelice ogni parola che ha detto contro di me. Dovrà pentirsene, magari non incontrarmi più. Ciò renderebbe più difficile rendermi felice.

E meno male che c’è sempre Melania che raccatta i miei pezzi quando mi faccio esplodere in faccia a qualcuno. Sulla sua fedeltà potrò sempre contare.


non esiste azione senza causa

Venerdì 23 11 2007

Caro Priedavat,
devo chiederti una cosa: smettila di insultarmi, di credere che io sia arrabbiata con te. A volte, vedi, posso ancora sorprenderti, posso darti occasione di essere di nuovo ottimista. O per lo meno di divertirti.

Sempre tua
La Vita

Vero, cara Vita, stai migliorando con me ultimamente, sembra quasi che tu mi voglia compiacere.
Per esempio con il tuo godurioso parallelismo.
Quando parlavo dei miei tradimenti ad Amico ed ad Amica, loro si inalberavano in cima alla loro sicumera, raccontavano come loro non avrebbero mai e poi mai tradito il loro partner, e di come il mio comportamento, e il comportamento delle mie care, fosse errato, immorale e forse anche ingrassante.
Io ridevo della loro scarsa fantasia e la cosa finiva lì.
Poi un giorno, anzi oggi, tu mi hai fatto ridere forte, regalandomi questa perla: l’incorruttibile Amica, quella che mi schifava per il mio comportamento scarsamente morale, dopo essersi fatta lasciare dall’ometto a causa dell’indicibile senso di superiorità che la pervade, ha incominciato a farsi corteggiare da due uomini. Fin qui tutto bene, anzi applausi per lei: diventa libera e si lancia nella Grande Caccia. Ma poi la sorpresona: ambedue son occupati.
E per lei non è un problema uscire con loro, anche se ciò significa essere coscientemente l’amante, nel caso le cose incespicassero nel sesso. Anzi, a ben vedere, è quello che spera. Di incespicare nel sesso.
E sa bene, anzi, io spero che lei sappia bene, che un ragazzo che abita distante da lei, che vive nello stesso paese distante con la sua ragazza, che lavora, che ha 24 anni, che va da lei il lunedì pomeriggio NON la sta prendendo in seria considerazione. In particolar modo se nel frattempo non lascia la sua attuale.
Io l’ho già avvertita, che questo ragazzo mi assomiglia troppo.
Vedremo che mi dirai, cara Vita, vedremo che ci riserva questo fronte.

E poi c’è Melania, che come al solito sa stupirmi come non mai.
Melania passa una serata con Moretta, Moretta le parla del mentecatto e le racconta che lei lo sta pigliando solo per il culo, mentre lui è innamoratissimo.
Innamoratissimo? Lo prende per il culo? Ma per favore, cara Vita, vuoi che le creda? Se tutti ti sconsigliano in un tuo proposito, se tutti ti deridono per il trattamento speciale che riservi per una persona e se non hai una forte personalità, passerai dalla parte della massa e ti porrai nei confronti del tizio messo sotto accusa dalla massa, proprio come la massa vuole che tu ti ponga con lui. Ma senza perderne i previlegi, ovviamente. E Moretta non ha una grande personalità, ammettiamolo. Ma ci tiene troppo alla sua amicizia con Melania: una bugia, una forzatura delle proprie idee, o un cambio repentino del proprio porsi con una persona possono accadere, per compiacere ad una amica, ed alla massa.
Cara Vita, so bene che mi chiederai perchè non credo nella sincerità, e sai bene come ti risponderò: non esiste azione senza causa, e non esiste causa per essere sinceri. Se non il calcolo. Moretta ha cambiato troppo rapidamente versione.

Sai che ti dico? A me sta bene. Dato che Melania ha ricominciato a parlare di fare, solo un’altra volta nella vita, un incontro fra noi tre.
Moretta le sta di nuovo simpatica. Grazie, cara Vita.