abbastanza esilarato

Mercoledì 19 03 2008

Ho firmato l’ultimo foglio per Costantinopoli. Quindi la partenza è certa, l’addio prolungato con Melania è cominciato, ed oggi è pure il suo compleanno. Si vive come si può vivere in giorni di attesa. Sto imparando a pensare in inglese. Nel frattempo Melania mi ricorda quando ci incontravamo un giorno ogni quattordici: sarà peggio, ora. Nel frattempo lavoro per pagarmi il viaggio. Sono a stretto contatto con troppe ragazze. Devo parlarci per contratto e questo mi rende abbastanza esilarato. Riesco a mantenere la situazione sotto controllo, evito di mostrarmi eccessivamente interessato ai loro corpi. Vi è dell’ovvio in ciò.

Ad ogni modo, dovrei raccontare di Nenè, la struttura che dò al mio scrivere è mimetico di un vecchio diario di un noto autore, e noto come questo procedimento a balzi temporali sia assolutamente spontaneo e facile. Ma non voglio parlare di come Nenè mi fece star male in un giorno di festa.

E’ ordine tassativo l’esser felici per l’altrui disgrazia.
Quindi dovrei essere felice che il mentecatto sia stato lasciato da Moretta.
E invece no, perchè se lo potevo essere mesi fa, ora Moretta non è più nelle brame di nessuno. O almeno, nè mie nè di Melania. Ieri ero su un ascensore e pensavo che la reazione di rinuncia che Melania ha posto nei confronti di Moretta è tipica delle pesone innamorate\interessate e scottate da un pessimo inizio. Non mi sembra quindi inusuale questo suo freddume nei confronti della ex-amica, se sostituiamo la parola amica con qualche altro termine. Non mi sembra strano che la escluda dal Gruppo. Una reazione da scottata. Fantastico.
Comunque il mentecatto è single, non se la tira più e cerca di avvelenarmi col dente che ha avvelenato nei miei confronti. Ma io vivo a Costantinopoli ormai, e costui non mi tange più.


non sarei mai stato Calvino

Martedì 12 02 2008

Da adolescente, com’è ovvio, scrivevo dei miei brufoli. La cosa buffa è che, avendo io passato tutta la mia infanzia leggendo e leggendo, avevo una discreta capacità affabulatoria, nelle parole scritte, tale da rendere il mio ego sempre soddisfatto quando qualcuno leggeva le mie spurghe mentali. Ho ricevuto complimenti anche da un professore universitario.
Scrivevo racconti brevi. Senza progetto. Così come venivano. Avevo anche un personaggio ricorrente, adattato a tutte le necessità. Più vari comprimari, tutti decisamente antipatici.
Poi feci un errore tragico: progettai.
Ispirato dalle architetture di Calvino, progettai una raccolta di racconti minimi, lunghi al massimo mezza pagina, divisi in quattro sezioni, ognuna con un suo specifico pensiero.
Erano cento. Erano schifosamente cento racconti banali, senza nerbo e senza ispirazione.

Da ciò imparai due cose: non sarei mai stato Calvino, e il progettare non è una tattica vincente. Prevedo dove sarò fra cinque anni e mi impegno per questo, ma lascio buona parte al caso. Se mi rileggessi la storia di Barbie me ne renderei ancora più conto conto.

Domenica avrei dovuto prepare una relazione da inviare a certa gente a Costantinopoli. Mi telefona un amico e mi chiede di uscire, di chiamare Melania. Tristemente accetto, incazzato con me perchè non riesco a dire di no.
Arrivo al centro commerciale, entro nel centro commerciale.
Vedo un negozio di gioielli. Ho un fido in banca.
“Vorrei una fascetta d’argento non bombata.”
“Non bombata?”
“Non bombata. Taglia 18.”
“Eccovelo, sono 30€. Vuole la confezione di S. Valentino?”
“Per Dio, No.”

Raggiungo gli altri. Ho comprato l’anello a Melania. Ho avuto l’occasione e l’ho fatto. Lo volevo fare.
Ore dopo, lo consegno.

“Sento che sto per commuovermi.”
“Ti prego, no. Te lo infilo?”
“Sì, per favore.”

Lo calza. Perfetto.
Ore dopo parliamo. Riparliamo di sdraiarci con una sua amica. Solo che adesso non abbiamo la sua amica.

“Perchè per fare una cosa a tre abbiamo casa tua a Torino, no?”
“Sì, Priè, ma chi possiamo chiamare?”
“Beh, qualche nome a me viene in mente.”
Nenè?”
“…” imbarazzo
“Barbie?”
“…!” imbarazzo misto a stupore
“Se avessi saputo che ti interessava così tanto, ci sarei stata quella volta là*, ma allora a chi pensavi adesso?”
Moretta… tu la vuoi schiava no? E allora lei sarebbe perfetta, la usiamo per noi e basta.”
“Mi riesce difficile pensare che tu possa volerlo fare amandomi.”
“E invece è così, piccola, lo voglio fare solo perchè ci sei tu. Con due sarei in imbarazzo. Magari potremmo comunque chiamare quelle che dicevi prima…”
“Non progettiamo, dai.”

Ok, non si progetti. In un giorno ho avuto due conferme che ciò che Allah vuole che accada, accade, e ciò che Allah non vuole che accada, non accade.

*si riferiva ad una volta che convinse, per scherzo, una ragazza a sdraiarsi con noi due. Solo che scherzava.


non esiste azione senza causa

Venerdì 23 11 2007

Caro Priedavat,
devo chiederti una cosa: smettila di insultarmi, di credere che io sia arrabbiata con te. A volte, vedi, posso ancora sorprenderti, posso darti occasione di essere di nuovo ottimista. O per lo meno di divertirti.

Sempre tua
La Vita

Vero, cara Vita, stai migliorando con me ultimamente, sembra quasi che tu mi voglia compiacere.
Per esempio con il tuo godurioso parallelismo.
Quando parlavo dei miei tradimenti ad Amico ed ad Amica, loro si inalberavano in cima alla loro sicumera, raccontavano come loro non avrebbero mai e poi mai tradito il loro partner, e di come il mio comportamento, e il comportamento delle mie care, fosse errato, immorale e forse anche ingrassante.
Io ridevo della loro scarsa fantasia e la cosa finiva lì.
Poi un giorno, anzi oggi, tu mi hai fatto ridere forte, regalandomi questa perla: l’incorruttibile Amica, quella che mi schifava per il mio comportamento scarsamente morale, dopo essersi fatta lasciare dall’ometto a causa dell’indicibile senso di superiorità che la pervade, ha incominciato a farsi corteggiare da due uomini. Fin qui tutto bene, anzi applausi per lei: diventa libera e si lancia nella Grande Caccia. Ma poi la sorpresona: ambedue son occupati.
E per lei non è un problema uscire con loro, anche se ciò significa essere coscientemente l’amante, nel caso le cose incespicassero nel sesso. Anzi, a ben vedere, è quello che spera. Di incespicare nel sesso.
E sa bene, anzi, io spero che lei sappia bene, che un ragazzo che abita distante da lei, che vive nello stesso paese distante con la sua ragazza, che lavora, che ha 24 anni, che va da lei il lunedì pomeriggio NON la sta prendendo in seria considerazione. In particolar modo se nel frattempo non lascia la sua attuale.
Io l’ho già avvertita, che questo ragazzo mi assomiglia troppo.
Vedremo che mi dirai, cara Vita, vedremo che ci riserva questo fronte.

E poi c’è Melania, che come al solito sa stupirmi come non mai.
Melania passa una serata con Moretta, Moretta le parla del mentecatto e le racconta che lei lo sta pigliando solo per il culo, mentre lui è innamoratissimo.
Innamoratissimo? Lo prende per il culo? Ma per favore, cara Vita, vuoi che le creda? Se tutti ti sconsigliano in un tuo proposito, se tutti ti deridono per il trattamento speciale che riservi per una persona e se non hai una forte personalità, passerai dalla parte della massa e ti porrai nei confronti del tizio messo sotto accusa dalla massa, proprio come la massa vuole che tu ti ponga con lui. Ma senza perderne i previlegi, ovviamente. E Moretta non ha una grande personalità, ammettiamolo. Ma ci tiene troppo alla sua amicizia con Melania: una bugia, una forzatura delle proprie idee, o un cambio repentino del proprio porsi con una persona possono accadere, per compiacere ad una amica, ed alla massa.
Cara Vita, so bene che mi chiederai perchè non credo nella sincerità, e sai bene come ti risponderò: non esiste azione senza causa, e non esiste causa per essere sinceri. Se non il calcolo. Moretta ha cambiato troppo rapidamente versione.

Sai che ti dico? A me sta bene. Dato che Melania ha ricominciato a parlare di fare, solo un’altra volta nella vita, un incontro fra noi tre.
Moretta le sta di nuovo simpatica. Grazie, cara Vita.


Un po’ di rabbia

Venerdì 09 11 2007

“Sicuro di non esserne innamorato?”
“Ma di Moretta? No dai…”
“Priè, guarda che i sintomi combaciano.”
“Ma va là.”
“Come ti sentivi a stare con lei? La desideravi?”
“Sì.”
“Ora che non la puoi neanche più toccare, che provi?”
“Un po’ di rabbia quando la vedo su gambe altrui. Ancora di più ora che la vedo baciare il mentecatto alla luce del sole. Prima almeno si vergognava delle sue scelte.”
“Quindi la desideri e sei geloso.”
“La desideravo.”
“Sì certo. E adesso non te la faresti?”
“Ma guarda, devo dire che mi sento moderatamente indifferente nei suoi confronti.”
“Ma ti incazzi se struscia altri corpi.”
“Beh… sì, ma è rabbia, non gelosia. La vedo fare l’oca, quando invece l’immagine che avevo di lei era della santerellina senza mutande. Ma sempre santerellina.”
“Pausa: ma scusa, se ha accettato di sdraiarsi in tre, come fai a dire che era una santarellina, dai!”
“La tua logica è corretta all’80%: non si trattava infatti di santarellinità; la cosa che io e Melania cercavamo, era purezza di intenti. Cosa che Moretta evidentemente non ha.”
“Ti posso venire anche incontro, nella logica… Ok, dicevamo. Quindi non la desideri più?”
“No.”
“Lo dici per convincermi o convincerti?”
“Deh, guarda che sei solo un personaggio immaginario ideato su tutti coloro che con me hanno parlato realmente di Moretta. Non devo convincerti davvero, ti ho già convinto.”
“Sì, è vero. E non sei geloso?”
“No, solo arrabbiato, deluso, amareggiato. Ma geloso no: per esempio, so che si scopa un altro, un terzo. Boh, sono contento per lui. Già avevamo diviso una ragazza, tempo fa. E non mi spiace che si scopi Moretta.”
“E quando lei ha baciato lui…”
“Basta, te l’ho detto, io odio lui, se morisse ora ne sarei contentissimo e non piangerei una lacrima.”
“E Melania?”
“Oggi Melania mi ha sconvolto. Ha detto, testuali parole: Ha baciato il mentecatto davanti a tutti? e chi se ne frega? Che me ne importa di quella puttanella.”
“Puttanella? Melania ha detto puttanella?”
“Sì, l’ha chiamata così. E poi ha continuato: Ormai con lei non ho più neanche quel legame di amicizia che c’era, si è rivelata troppo falsa.”
“Priè…”
“Dimmi.”
“Non è che Melania è gelosa?”


ci hanno settato dei valori contro natura

Giovedì 25 10 2007

Ti ricordi, Melania, quando parlavamo senza imposture? Nell’estasi dei tramonti dietro le colline, nulla riusciva a farci male. La sostanza dei nostri discorsi era il nostro stesso essere. Non conoscevamo dolore, non conoscevamo l’interpretazione, perchè non dovevamo cercare nulla fra le parole che dicevamo [E quando il patriarca scoprì che i suoi amori non ancora mestruati erano in realtà puttane del porto, rimase zitto: la mezogna fu più forte del suo potere immenso]. Melania, capiterà ancora? Sono troppi mesi che vivo con la corda delle bugie che ci siamo detti. E i personaggi che ci circondano sono falsi come noi. Ma anche loro possono soffrirne

Deve essere la cultura cattolica. Il buonismo. Anzi, l’egoismo implicito nel buonismo.

Il tramonto dietro le colline, in estate, è azzurro. Non rosa, azzurro, pulito, senza sfumature. Per un’ora il cielo resta azzuro e parlavamo. Sdraiati raccontavamo di noi: era l’eden, era l’utopia, era descrivibile solo con le nostre care parole ridicole. Non me ne sono dimenticato, sai?

Ci impongono il concetto di piacere, e che il piacere è male. Che godere sia una cosa sporca, privata e nascosta. Ce lo hanno impostato con i loro film, con i loro racconti d’amor perduto e noi abbiamo creduto loro. Ci hanno fatti monogami e innamorti, ci hanno settato dei valori contro natura, mi hanno fatto credere che la grandezza di un seno fosse più importante di quella di un sorriso.

E inutile negarlo: ci amavamo e non avremmo voluto mai diviso con altri i nostri corpi.

Alla fine, che conti solo il bello. Che sia monogamo, bigamo o traditore.

E va beh, alla fine lo dovevo sapere che non sarebbe successo mai e poi mai. Che non poteva succedermi una cosa così bella. A ben guardare, neanche io ero pronto. Ma soprattutto non voleva lei. Insomma, per farla breve, missione fallita. Moretta, appena ha incontrato Melania ha ben pensato di dirle che il suo rapporto occasionale con il mentecatto sta diventando stabile. Questo è male. Specie per me. Che, digerito il fatto, non sono riuscito a farlo digerire alla mia amata.

Poi va beh, gli amici sono sempre delicati come pochi. Puoi fargli vedere il tuo lato debole, e faranno in modo di affondarci i canini. Non lo fanno per cattiveria, lo fanno per attitutide alla prevaricazione. Tu mio caro aggressivo passivo, non puoi che sopportare.